giovedì, 19 febbraio 2009
Ormai è un vero inferno, qui in redazione.  Appena accendiamo i computer ognuno di noi si precipita su facebook, su anobii, guarda se ci sono messaggi in moderazione sul blog, si collega a messanger. Insomma, sarà senz'altro vero che la tecnologia ha semplificato la vita del redattore ma l'ha anche complicata oltremisura.
Io per esempio, non amo facebook mentre sarei costantemente collegata ad anobii, e anche ad Arianna, naturalmente. Non l'avevo citato anche perché è un programma per eletti, un fantastico mezzo che ti permette di sapere quanti libri hai venduto, in quali librerie e in quali giorni.
Fra le ragazze, meno ossessionate dalle vendite, Valentina e Marina sono invece appassionate di facebook. Chissà perché io non riesco a entusiasmarmi, non ne capisco la logica e il tipo di comunicazione mi sembra molto superficiale, ill che denuncia in modo inequivocabile la mia età... 
Mentre scrivo, Lluis-Anton Baulenas risponde alle domande di alcuni giornalisti. Il suo libro, La felicità, ha avuto un ottimo inizio e Arianna mi rassicura: stiamo vendendo, siamo partiti bene.
d.
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categoria:vita di redazione
giovedì, 29 gennaio 2009
Insomma, finalmente ci siamo sgravate. Abbiamo consegnato in tipografia l'impaginato dell'ultimo libro di Amélie Nothomb, stiamo aspettando il cromalin della magnifica copertina, per fortuna Alberto (il grafico, per chi lo avesse dimenticato) mi ha convinto a spendere un sacco di soldi per acquistare i diritti dell'immagine della copertina francese, un superbo e fiabesco ritratto di Amélie piangente, a mani giunte,  fatto dai quei maghi dell'assurdo e del kitsch che sono Pierre e Gilles (volevo mettervi un link al loro sito, ma non trovo il sito ufficiale, solo milioni di citazioni e centinaia di filmati su youtube).
Naturalmente, tutto si è svolto secondo le migliori tradizioni: il tipografo dichiara di non avere carta sufficiente per il numero di copie necessarie, le ultime correzioni sulle ultime bozze si fanno in corsa, e soprattutto negli stessi giorni scadono anche le domande per le sovvenzioni alle traduzioni concesse dalla UE. Sempre molto vivace, la vita di redazione.
Ora possiamo tornare al lavoro di routine, cioè ai libri in attesa di revisione, e aspettare con ansia la venuta di Amélie, preceduta di pochi giorni da quella di un altro grande,  il catalano Lluis Anton Baulenas. Sarà un febbraio di fuoco.
d.
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categoria:vita di redazione
martedì, 20 gennaio 2009
Manco da un sacco di tempo, da queste pagine. Avrò perso la spinta propulsiva, come si diceva un tempo del buon vecchio PCI?
Il fatto è che succedono troppe cose, e tutte in fretta, alcune ci sfuggono di mano e vanno per conto loro, altre riusciamo in qualche modo a governarle. Altre persino le programmiamo.
In questo momento la redazione somiglia più che mai al gioco della sedia, cinque persone (a volte sei, i giorni in cui viene Marzia) e quattro computer. Chi si alza un attimo per andare alla posta o a prendere un caffè è perduto. O meglio, ha perduto la sua postazione di lavoro. Ragion per cui tutti se ne stanno abbarbicati al proprio schermo e non alzano nemmeno gli occhi. In questo gioco io sono esclusa per definizione, tanto io sono sempre in giro, vuoi a convincere il direttore della nostra banca che siamo un'azienda in crescita, vuoi al telefono a litigare con i tipografi, vuoi a Firenze a parlare con i promotori. Insomma, cose di scarsa utilità.
Dall'ultima volta, molte cose sono cambiate in redazione. Una delle veterane, la preziosa Manuela, ha terminato il suo contratto e abbiamo deciso con lei che era tempo di tentare esperienze diverse.  Angelo ha finito il suo stage e ora è a Milano. E' arrivata Marina, e se ne sta sempre con almeno tre telefoni accanto.
Nel frattempo sono usciti due libri che erano in forte ritardo, La felicità di Lluis-Anton Baulenas, un catalano bravissimo, di cui anche Il Saggiatore sta per pubblicare un libro (ma noi siamo stati  i primi!) e Ferdinand, o il viaggio da Pietroburgo al nulla del russo Ja.M.Sen'kin (qualcuno di voi lo aspettava con ansia, se ben ricordo. Per le date esatte di uscita in libreria, consultare il sito Voland, come suol dirsi). Seguiranno a ruota La scrittura dell'amico della grande Barbara Frischmuth e Il viaggiatore di Hartmut Lange. Ora stiamo lavorando, udite udite, a Causa di forza maggiore della Nothomb che sarà in libreria nella seconda metà di febbraio, in tempo per il suo (della Nothomb) tour italiano. Insomma, siamo stremate. Siamo anche state allietate dalla presenza del brasiliano Moacyr Scliar, uno dei miei autori preferiti (quattro libri pubblicati da Voland), con relativa presentazione alla libreria Odradek di Roma e megaconvegno all'ambasciata del Brasile. Nessuna foto  dell'evento e poca presenza dell'editora, che in quei giorni era a Milano a proseguire il discorso della legge sul prezzo fisso dei libri. Ma di questo un'altra volta. Ora devo cedere il computer. Le altre mi guardano con riprovazione, serve il computer.
d.

 
 
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categoria:vita di redazione
giovedì, 18 dicembre 2008
Proprio martedì 16, in tarda mattinata, ha smesso di piovere. Tutti hanno lavorato come al solito, ma alle 17 magicamente i computer sono scomparsi, le vaschette con la posta e le cose da fare sono state nascoste, sono apparse tovaglie, piatti, bicchieri, tovaglioli e bottiglie di vino. Bianco e rosso, Donnafugata e Col di Sasso Banfi. Il cibo  è comparso più tardi, e a varie riprese, sennò finisce che i primi ad arrivare si mangiano tutto. Ormai stiamo diventando bravini nell'organizzarci.
Giuli, la mia mitica signora albanese, intanto a casa sfornava torte salate e rustici. Torta di peperoni, torta di scarola, di zucca con pomodorini, di broccoletti,  di porri. L'ultima non me la ricordo, ma tanto non ho fatto  neanche in tempo a vederle, non dico assaggiarle. Poi pizza bianca, lenticchie, rustici di ricotta e spinaci.
Intanto Rossella si era preparata delle letture, molto Gospodinov, molto Vila Matas, un po' di Nothomb, qualche spruzzata di Assenzio (nel senso del libro).
La gente arrivava a ondate, entravano visi conosciuti e persone di passaggio, prendeva un bicchiere di vino, curiosava tra i libri, chiacchierava. A sopresa, Rossella leggeva un brano. Poi ha letto anche Daniele, naturalmente da Lettere di Dunn, il mio brano preferito, quello della scomparsa della z.
Musica, copertine di libri proiettate. Il tutto in 30 mq, per chi pensasse che la redazione contempli anche laghetti con i cigni, come da Mondadori.
Chiacchiere, risate, vino, cibo. Parecchia fatica, ma molto buonumore.

Proprio martedì mi era arrivato per posta un regalo: un libro di oroscopi di Paolo Fox. Fino a quel momento ioo non avevo idea di chi fosse, ma in redazione lo conoscevano tutti. Per il mio segno,  un 2009 ricco di iniziative, successi sul lavoro, iniziative fantastiche: un anno di svolta, garantito. Incrocio le dita. E mille grazie a chi me l'ha  mandato.
d.
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giovedì, 04 dicembre 2008
Stiamo per ristampare 3 libri di Amélie Nothomb: Metafisica dei tubi, Cosmetica del nemico, Stupore e tremori. Per Metafisica non so nemmeno più quante ristampe abbiamo fatto, forse questa è la quinta, la sesta o magari la settima. Dovrei rivedere i dati. E come al solito esigo che il libro si rilegga da capo a piedi, ci si trova sempre un a capo sbagliato, un refuso, una svista.
Sento le due ragazze che controllano le ciano sbellicarsi dalle risate. Ogni tanto una fa all'altra: "Senti tu, ma senti tu un po' questa..."  e giù a sghignazzare. Provo una leggera invidia. Le due non avevano mai letto Metafisica e Cosmetica, e sono là che se la godono.
Arriva il momento di Stupore e tremori. Se lo strappano di mano, se lo litigano. Fubuki e Amélie-san  toccano in sorte a Gabriella, che lo aveva già letto ma si diverte ancora di più per questo. Mi torna in mente quando mi facevo i tre giri di bozze da sola, e rivedere una bozza per tre volte è una vera dannazione. Non però con Amélie. Riuscivo a divertirmi (e quindi a farmi sfuggire orridi refusi: un bravo correttore non deve mai leggere davvero) anche la terza volta.
Fine del momento lirico. Da domani tutti a Più libri più liberi per 10 ore al giorno per quattro giorni. Di cui due festivi.
d.
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categoria:vita di redazione
martedì, 28 ottobre 2008

Urgono alcune precisazioni. Vedo che qualunque meraviglia vi si proponga da queste pagine, dopo aver finto di ascoltarci con interesse, la domanda che sorge spontanea dal cuore di tutti è: ma la Nothomb?

Il 12 novembre sarà in libreria un titolo natalizio di Amélie Nothomb, L'entrata di Cristo a Bruxelles. Copertina cartonata, con la riproduzione del quadro di Ensor da cui la prima novella prende il titolo. Il libro in effetti riunisce due novelle, L'entrata di Cristo... appunto, e Senza nome che non sono mai state in libreria nemmeno in Francia, essendo uscite solo come allegato alla rivista Elle nel 2001 e nel 2004. Su internet i volumetti francesi sono in vendita in acune librerie antiquarie, e da nessun'altra parte. Obbligatorio leggerle in italiano. E farne una serie di piccoli cadeaux per Natale. O almeno è questo che l'astuta editora spera.

Il 18 febbraio uscirà invece il romanzo che è apparso in Francia per la rentrée 2008, Le fait du prince. Tradotto in italiano (con l'approvazione di Amélie, che ha detto : mais c'est genial! I francesi lo dicono sempre) Causa di forza maggiore. Scoprirete perché solo leggendolo.

Spero di avere soddisfatto tutte le vostre curiosità. Se così non fosse chiedete, chiedete...

Intanto, come da notizie fornite da Angelo, stanno andando in libreria L'ora tra il cane e il lupo  di Silke Scheuermann (tedesca), Opera di Elena Bocorisvili (giorgiana) e Dalla città nervosa di Enrique Vila-Matas (spagnolo). Buona lettura a tutti.

d.

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categoria:vita di redazione
venerdì, 25 luglio 2008

Eccoci.

Ci siamo. Anche noi volandiane siamo entrate - come dire? - nell'orizzonte degli eventi delle ferie estive. Chi prima, chi dopo, presto l'intera redazione vi abbandonerà per spaparanzarsi su spiagge assolate.

Vi lasciamo con l'ormai solito concorsino estivo, grazie al quale avrete l'opportunità di vincere ben sei dei nostri libri facendo uno sforzo minimo, come si addice all'ozioso periodo vacanziero!

Anche quest'anno ci saranno due diverse opportunità per ognuno di voi. Potete infatti concorrere inviandoci:

fotografie fatte da voi di gente intenta a leggere (possono essere scatti rubati, concordati, singoli, di gruppo...)

oppure (ma potete mandare sia le une che le altre)

refusi curiosi, divertenti, buffi (cavati da libri di qualsiasi tipo e pubblicati da qualsiasi editore. Magari, se potete, siate buoni con  i nostri... )

Studieremo attentamente il vostro operato appena torneremo anche noi dalle vacanze, a settembre.

Quelli che, a insindacabile giudizio della redazione (per quanto riguarda i refusi) e del nostro art director Alberto Lecaldano (per le fotografie), avranno inviato il materiale più originale e divertente, vinceranno:

tre libri  Voland scelti da noi tra le novità


e tre libri scelti da voi nel nostro catalogo.

Se potremo, cercheremo comunque di pubblicare tutte le foto e tutte le vostre "citazioni".

 

(Il materiale andrà inviato via mail a redazione@voland.it, specificando nell'oggetto "concorso estivo". In bocca al lupo a tutti voi e buone vacanze!)

b.

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categoria:concorsi, vita di redazione, fuori tema, iniziative
mercoledì, 11 giugno 2008

Sta per uscire Lettere. Fiaba epistolare in lipogrammi progressivi dell’autore americano Mark Dunn. Un vero esempio di funambolismo linguistico. Il traduttore Daniele Petruccioli racconta la sua ardua e affascinante impresa.

Letteralmente a pezzi

 

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categoria:vita di redazione
lunedì, 09 giugno 2008
(Oggi la nostra capa suprema, l'editora Daniela, mi ha chiesto di scrivere un post.
Uhm. Aiuto. Se volete la verità, ve la confesso: non sono proprio entusiasta. Quando apro l'editor di splinder per questo blog collettivo, mi assale sempre l'horror vacui. Lei mi fa: "Non so, scrivi qualcosa sul fatto che adesso ti occupi di diritti, che ne dici?"
Allora io ci ho pensato, e vi propongo un post tra il serio e il faceto - ma più faceto che serio - pubblicato qualche mese fa altrove, post in cui spigavo perché ritengo il mio uno dei lavori più divertenti del mondo. Lo so che è un po' dissacrante, ma speriamo che l'editora non s'arrabbi. O, se non altro, che apprezzi l'entusiasmo: quello, almeno, non manca mai.)

- ... Che poi un po' di cose le ho notate, eh?
Tipo: ci hai mai fatto caso che quelle dei diritti sono sempre giovani, e quasi sempre magre? Sembra sempre che non abbiano tempo di mangiare. Hanno troppo da leggere, troppo da fare, troppi aerei da prendere, troppe persone da incontrare: pare che vivano d'aria e di caratteri stampati.
E poi, quelle dei diritti passano la metà del loro tempo coi nasi infilati nei cataloghi, e a me piace questa cosa dei cataloghi, che da Francoforte e da Londra ho riportato una valigia intera, di cataloghi, e ancora non ho finito di spulciarmeli.
Quelle dei diritti le trattano meglio degli altri, alle fiere. Nelle loro salette c'è sempre la macchinetta Nespresso o quella Lavazza per farsi il caffè gratis, e le pizzette e i panini e le bottiglie di Fanta piene a metà, e le hostess che dicono: Signorina, vuole qualcosa da bere? Si serva!
Quelle dei diritti, ho fatto caso in questi giorni, sono spesso incinte, come a dire a tutti che il loro è un lavoro per donne dinamiche ma anche un po' vecchio stile, mica chiacchiere. Quelle dei diritti vanno in giro coi pancioni tondi in evidenza sotto certi vestitini tra il bohémien e il seventies che mi fanno impazzire, divertenti e un po' retrò  e scelti con gusto e attenzione e originalità, che è quello che serve poi per fare il loro lavoro: gusto e attenzione e originalità.
Quelle dei diritti lavorano fino a gravidanza inoltrata, partono e arrivano e danno appuntamenti e biglietti da visita e ridono e scherzano in tantissime lingue, mai stanche, sempre  leggere leggere come se il bambino che portano nella pancia fosse un personaggio fatto di sogni, come quelli di cui leggono nei libri che vendono o comprano.
Quelle dei diritti vendono e comprano, ma da come parlano dei libri che vendono o comprano non sembra mai che stiano vendendo o comprando, sembra stiano invece chiacchierando con un'amica davanti a una tazza di tè per consigliarle cosa leggersi in vacanza.
Quelle dei diritti non parlano mai dei libri che non hanno letto, almeno dicono: ma è facile, poi, perché il loro lavoro è scegliere libri e poi leggerli e se sono belli parlarne bene, o sentire qualcuno che parla bene dei libri e poi leggerli e se sono belli sceglierli.
Quelle dei diritti vivono in un mondo a parte, in cui tutti si conoscono, e allacciano amicizie via mail con le altre dei diritti delle case editrici di Praga e le agenzie di Dublino e con gli autori di New York e le vecchie signore di Calcutta vedove degli autori di New York.
Quelle dei diritti sorridono sempre e sgomitano poco, perché i libri al mondo sono talmente tanti che ce ne sono sempre abbastanza per tutte.

A me piace, alla fine, essere una di quelle dei diritti.
Perché mi piacciono i vestiti un po' anni '70 e perché non mi piace sgomitare e perché mi piace avere le e-mail della gente di Praga e perché mi piacerebbe avere il pancione, ma credo, soprattutto, che mi piace essere una dei diritti perché almeno avrò sempre il caffè gratis.

b.

(P.S. Barbara però il pancione ancora non cel'ha. Aspettiamo con ansia e un po' di timore. d.)
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categoria:vita di redazione, fuori tema
mercoledì, 14 maggio 2008

Con questo post credo che il breve reportage Voland sulla Fiera più discussa degli ultimi tempi giunga al termine.

Per me Torino è stata una vera scoperta! La Fiera, la città, la gente, tutto nuovo.

“Devi andare” mi aveva detto la mia amica e collega Ka’, e aveva ragione. Per chi ama i libri, Torino è il Parco dei divertimenti.

Il Lingotto è una struttura enorme, e non proprio bella, eppure quando entri ti senti a casa. Il Salone del Libro è in realtà un salotto in cui i lettori, ma anche i curiosi di ogni genere si ritrovano puntuali ogni anno. Un “salotto buono” e un “buon salotto”: a differenza di Roma e Napoli, Torino pullula di addetti ai lavori, di professionisti di tutti i settori affini al mondo editoriale. Molte delle persone che sono venute al nostro stand avevano il pass appeso al collo, come dire la competenza è di scena.

Poi ci sono i visitatori: la famosa comunità dei lettori gira tra gli stand munita di sportina, con tutta l’intenzione di riempirla… e qui arriva il bello: la fiera si fa mercato. Un mercato ordinato certo, (i torinesi va detto sono piuttosto calmi e composti) ma pur sempre un mercato, dove lo scambio regna sovrano, dove il verbo contrattare ha un’accezione solo positiva.

E così ti ritrovi a parlare di tutto, da quanto è stravagante Amélie Nothomb alla reale fattibilità della metro a Torino, per dire…La gente in fiera ha un impellente bisogno di dire, ha voglia di chiacchierare, sapere, comunicare impressioni e anche criticare, e tu dall’altra parte del bancone,  sei stanco ma felice, perché sei un lettore anche tu. Che altro dire? Da buona standista, di corsa ho fatto anch’io i miei bravi acquisti, il più divertente allo stand di ALET dove per caso ho beccato l’autore del libro e così c’è scappata pure una bella dedica con firma (Kammerspiel di Paolo Colagrande). E poi? E poi la piacevole cena con breve giro turistico per le vie della città, in compagnia del nostro bravo e simpatico autore bulgaro Georgi Gospodinov (di cui vi consiglio la lettura) in cui nonostante, anzi forse proprio grazie alle difficoltà della lingua mi sono davvero divertita. Quindi, per chiudere, grazie Ka’ e appuntamento al prossimo anno…

gabry

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categoria:vita di redazione