Scomparsa, dispersa? ci sarà chi ne ha gioìto ma prematuramente, temo. Ero solo sommersa tra le revisioni e un ossessivo girovagare per l'Italia, a presentare libri, a parlare di autori romeni e no ( un vero paradosso, tutti vogliono sapere qualcosa sui romeni, e soprattutto vogliono sapere perché un editore pubblica autori romeni). In lotta disperata contro il tempo e le uscite "natalizie". Sì, perché le librerie accettano libri fino al 30 novembre, poi basta, ci si rivede a gennaio. In ogni caso so che Angelo vi ha tenuto al corrente, e potete fare il conto: tra i primi di settembre e Natale sono usciti dalla redazione Voland otto libri. Siamo stremate (stremati, c'è un uomo in redazione e non possiamo più usare il femminile!!!).
Dall'ultimo libro, quello che oggi - spero - partirà per la tipografia, vi incollo un testo di Alphonse Allais che parla anche di editori carogna.
d.
ASSENZIO
Le cinque.
Tempo infame. Cielo grigio… cupo, il tipo di grigio che agghiaccia la mente.
Oh, non so cosa darei per un breve, violento acquazzone che mi liberasse di tutti questi stupidi che mi brulicano intorno come clichè ambulanti… tempo infame.
Un'altra brutta giornata oggi, dannazione. Maledetta sfortuna.
Articolo respinto. Educatamente però:
“Abbiamo apprezzato il suo articolo… idea interessante… ben scritto… ma non esattamente nello stile della rivista, spiacenti…”
Lo stile della rivista? Stile? È il giornale più insipido di tutta Parigi! Di tutta la Francia.
Editore preoccupato, distratto, la mente altrove.
“Il suo manoscritto è qui, da qualche parte… sì, il romanzo mi è piaciuto... bella idea… scritto con garbo… ma gli affari sono fiacchi in questo periodo, vede… abbiamo già troppa roba tra le mani… ha mai pensato di scrivere qualcosa più ammiccante al mercato? Molte vendite… fama… onori a non finire…”
Me ne andai educatamente, sentendomi stupido:
“Un’altra volta, forse.”
Tempo infame. Le cinque e mezzo.
I boulevard. Avviamoci verso i boulevard. Magari incontro un amico o due. Se si possono chiamare amici. Manica di indegni… ma di chi ci si può fidare a Parigi?
E perché stasera sono tutti così brutti?
Le donne sono vestite così male. Gli uomini sembrano così stupidi.
“Cameriere! Portami un assenzio con zucchero!”
Che divertimento guardare la zolletta sciogliersi lentamente sul suo piccolo filtro mentre l’assenzio vi cola gradualmente sopra. Dicono che allo stesso modo una goccia d’acqua scava la roccia. Unica differenza, lo zucchero è più morbido della roccia. Tanto meglio. Te lo immagini? Cameriere, assenzio e roccia!
Absinthe on the rocks! Questa è buona, veramente buona.
Molto divertente. Per chi non va di fretta - assenzio e roccia! Spassoso
La zolletta si è ormai sciolta. Ecco qui. Proprio come noi. Un’immagine perfetta dell’umanità, la zolletta di zucchero…
Quando moriamo, ce ne andiamo tutti allo stesso modo. Atomo dopo atomo, molecola dopo molecola, dissolti, dispersi, di ritorno al Grande Aldilà per gentile concessione dei vermi della terra e del regno vegetale.
Tutto per il meglio, allora. Victor Hugo e il peggiore degli scribacchini, uguali agli occhi del Grande Dio Verme. Grazie al cielo.
Tempo infame… giornata storta. Sciocco di un direttore.
Asino senza cervello di un editore.
Chissà. Magari non è poi così talentuoso come crede.
Bella roba l’assenzio. Non al primo sorso, forse. Ma dopo sì.
Bella roba.
Le sei. I boulevard sembrano un po’ più vivaci adesso.
E guarda le donne!
Molto più carine di un’ora fa. Meglio vestite, anche. Pure gli uomini non sembrano così cretini.
Il cielo ancora grigio. Un bel grigio perla.
Fa un certo effetto. Deliziose sfumature. Il sole tramonta
E tinge le nuvole di un pallido e ramato chiarore rosa.
Molto bello.
“Cameriere! Assenzio e anice!”
Divertente, l’assenzio con lo zucchero, ma non posso mica stare qui tutto il giorno ad aspettare che si sciolga.
Le sei e mezza.
Quante donne! E quasi tutte belle. E strane, anche.
Misteriose, direi.
Da dove vengono tutte? E dove vanno? Ah, lo sapremo mai?
Nessuna mi degna di uno sguardo – ma io le amo tutte comunque.
Le guardo, e i lineamenti di ognuna si imprimono a tal punto nella mia mente che, lo so, non la scorderò fino al giorno in cui morirò. Poi svanisce e io non ho la più pallida idea di che aspetto avesse.
Per fortuna, seguono ragazze sempre più carine.
E io le amerei davvero, se solo me lo permettessero!
Ma se ne vanno tutte. Le rivedrò mai?
Ambulanti lì fuori sul marciapiede, vendono di tutto. Giornali… portasigari in papier-maché… tènere scimmiette giocattolo – di ogni colore…
Chi sono tutti questi uomini? I relitti della vita, senza dubbio.
Geni incompresi. Rinnegati. Occhi pieni di abissi sconosciuti.
C’è un libro su di loro che aspetta di essere scritto. Un grande libro. Un libro indimenticabile. Un libro che tutti vorrebbero comprare - tutti!
Oh, queste donne!
Perché a nessuna di loro viene in mente di sedersi accanto a me… baciarmi con dolcezza… accarezzarmi… prendermi tra le braccia e cullarmi come faceva mamma quando ero piccolo?
“Cameriere! Un assenzio liscio. Abbondante!”