Anche quest’anno abbiamo superato la Fiera del Libro di Torino. Cinque giorni intensi, come sempre, durante i quali la percezione dello spazio e del tempo viene stravolta. Io, da addetta stampa ho seguito i nostri due autori ospiti del Salone: Georgi Gospodinov e Alon Altaras, tenendo in mano perennemente il programma delle loro interviste, in radio, tv e per i quotidiani. Le giornate di giovedì e venerdì sono state affollatissime di impegni, ma i nostri due autori non hanno dato a vedere la stanchezza e sono stati brillanti. Che fatica far coincidere tutto, posticipare o anticipare gli appuntamenti con i giornalisti, gestire gli imprevisti dell’ultimo momento. Sempre con un po’ di ansia e preoccupazione affinché tutto fili liscio. La mia stima e l’interesse per Gospodinov e Altaras aumentano proporzionalmente al tempo che ci trascorro insieme, oltre che come scrittori li apprezzo anche come persone ed è un piacere fare conversazione, conoscere le loro vite le loro opinioni, andare a cena, e dedicargli il tempo e le attenzioni che meritano.
E poi le mie lunghe camminate sui tappeti rossi e verdi della fiera, tra gli stand, i padiglioni, le sale degli incontri, la sala stampa. Ho cercato di incontrare più gente possibile: giornalisti che già conoscevo e mi faceva piacere salutare, ma anche quelli che non conoscevo di persona e finalmente ora hanno un volto. Strette di mani, scambi di biglietti da visita, consegna di libri e schede delle prossime uscite, sorrisi, battute, volti stanchi, pasti saltati.
È sempre bello anche rincontrare i vari addetti ai lavori, gli organizzatori, gli standisti, gli altri uffici stampa, lettori affezionati che puntualmente ogni anno vengono a fare scorte allo stand Voland e ci si riconosce a vicenda. Di anno in anno tutto diventa più famigliare.
Per la prima volta abbiamo condiviso un grande stand con altre tre case editrici, una struttura ben allestita, arredata con gusto, spazi ampi in cui ogni casa editrice ha potuto mantenere la propria identità e mettere in primo piano i libri, come sempre indiscussi protagonisti.
Non sono mancate le polemiche sul boicottaggio, tutte parole che mentre si è lì sembrano vane, non sai bene cosa stia accadendo fuori e cosa pensi la gente, si sentono solo voci di corridoio. L’affluenza è stata sicuramente inferiore rispetto ai due anni precedenti e molti hanno cercato di trovare delle motivazioni: rischi inesistenti di attentati, sciopero dei mezzi di trasporto, partite di calcio, crisi economica…
L’atmosfera della fiera mi ha affascinato anche quest’anno, certo dopo dodici ore alle 23.00 mal di schiena e di gambe si fanno sentire e quando rispondi a qualcuno non sei sicuro di quello che dirai.
manuela