giovedì, 24 aprile 2008


È stata divertente da noi, la Giornata del libro.

In redazione abbiamo faticato regolarmente fino alle 17,30 (in questi giorni stiamo finendo il nuovo catalogo e le bozze dei racconti di Georgi Gospodinov, che devono essere pronti per la Fiera del libro di Torino, visto che l’autore viene a presentare il libro l’8 maggio proprio alla Fiera). Alle 17,31 abbiamo rapidamente fatto sparire le bozze di tutti i lavori in corso, tolto di mezzo le vaschette con la posta e gli affari urgenti, nascosto alcune brutture, vuotato la spazzatura… et voilà, la redazione ha aperto le porte.

Uno dei tavoli è stato sommerso di libri che avrebbero dovuto essere mandati al macero, con sotto una grande scritta: LIBRI IN REGALO. Poi abbiamo versato il vino nelle caraffe (Rosso di Monteregio e Morellino di Scansano, questa volta), tirato fuori dal frigo Coca Cola e le varie acque più o meno frizzanti. In realtà ha cominciato ad arrivare gente prima dell’orario indicato nella mail, mentre eravamo ancora indaffarate a preparare. Hanno cominciato a frugare tra i libri in offerta, e anche fra quelli in vendita (sconti fantastici: era o non era la giornata del libro?). È stato davvero bello. La gente andava via carica di libri, continuava a chiedere: ma quanti posso prenderne? Ma davvero sono in regalo?

Tiziana Camerani ha letto dei brani, dall’Orgasmografo, da Sotto il sole, da Ossidiana, da Né di Eva né di Adamo. Poi ha anche cantato, canzoni brasiliane e romane. Il vero problema è stato convincere gli ultimi che a un certo punto si doveva pur chiudere la serranda.

Un’esperienza da ripetere, spero. Grazie a tutti.

d.

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categoria:vita di redazione, iniziative
mercoledì, 23 aprile 2008


Siamo indaffaratissime, in queste ore.
Vi stiamo organizzando un festa coi fiocchi, e nel frattempo, per almeno qualche ora, la redazione continuerà a lavorare  a pieno ritmo.
Ma non potevamo lasciar passare la Giornata  mondale del libro e del diritto d'autore  senza celebrarla in qualche modo.
Vi regaliamo, quindi, una bella frase di Angelo Maria Ripellino, che dice sullo scrivere quello che noi pensiamo anche del leggere...

"... Eppure non posso non scrivere.
Scrivere, prendere appunti, è un'ossessione che ti corrode la vita."

(da Storie del bosco boemo, Einaudi, Torino 1975)
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lunedì, 21 aprile 2008

 

Ovunque nel mondo,
il
23 APRILE sarà interamente dedicato al libro e alla lettura. Incontri, eventi, riflessioni...  La lettura, l’editoria e la difesa della proprietà intellettuale saranno anche quest'anno al centro dell’iniziativa proposta dall'UNESCO e arrivata alla sua tredicesima edizione.

Voland vi invita
alla 
Festa del Libro

Condivideremo con voi un bicchiere di vino, e molti libri che dovevano essere mandati al macero (per scadenza contratti o altro) saranno invece regalati. Tiziana Camerani interpreterà per voi brani dei nostri libri vecchi e nuovi. 
 

Libri gratis, libri a 2 euro
incredibili sconti
anche sulle ultime novità!

23 aprile - dalle 18.30
redazione Voland
via del Boschetto, 129 - Roma

VI ASPETTIAMO! 

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categoria:vita di redazione, autori, iniziative
lunedì, 21 aprile 2008

...Poi non dite che non vi avevamo avvertito!

Di seguito le impressioni di chi a vedere la proiezione del film Ossidiana (annunciato  nel post precedente) c'è stato.

Ossidiana, opera prima di Silvana Maja, è un film da sostenere per più ragioni. Innanzi tutto è bello: la storia vera della pittrice napoletana Maria Palliggiano, morta suicida nel 1969, è rappresentata in modo autentico da Maja che, al termine della proiezione, ha raccontato al pubblico in sala l’origine del suo interesse per il soggetto. Durante una retrospettiva postuma del 1996, la scrittrice-regista, colpita dall’opera della pittrice, incontra il critico d’arte Riccardo Notte e gli chiede se la conosceva: “Sì, la conoscevo, era mia madre, ma non mi va di parlarne”. Quella risposta sfuggente deve aver suscitato la curiosità dell’autrice che, aiutata in seguito proprio dallo stesso Riccardo Notte, ha iniziato a cercare il materiale che l’ha portata a scrivere il romanzo Ossidiana prima, pubblicato da Voland nel 2007, e a dirigere l’omonimo film poi.

Vorrei concentrare la mia lettura sul titolo: l’ossidiana è una pietra lavica caratterizzata da una commistione di durezza e fragilità (“gli uomini preistorici ci costruivano le armi, ora ci si fanno i gioielli”, afferma in vacanza a Vulcano l’anziano marito di Maria, suo ex maestro all’Accademia di Belle Arti). Maria sembra proprio così, delicata e tagliente, brillante e leggera, rossa e nera. Nel film la vediamo soffrire per l’ingombrante protezione del marito che, tipico dei baroni universitari, aiuta la carriera di tutti i suoi assistenti ma ostacola in maniera passiva quella della moglie. Alla mancata crescita professionale di Maria si accompagna uno sviluppo caotico del suo immaginario che a poco a poco prende il sopravvento sulla sua vita “reale” (fortemente aiutata in questo da massicce dosi di tranquillanti).

Il film racconta la storia personale di questa donna seguendo un ordine cronologico, ma lo fa con ritmi serrati ed episodi apparentemente slegati tra loro che risultano efficaci al fine di evitare il rischio di una lettura sociologica del suo carattere. Maria è sì una ragazza del Sud di cinquant’anni fa che lotta contro le convenzioni, ma pensare che sia quello il motivo del suo malessere significa confondere le cause con gli effetti. Noi abbiamo dentro voragini, fuochi nel cuore e nel corpo che ci allagano e ci avviluppano. Abbiamo tormenti e paure che non si riconoscono in nessuna forma codificata…, leggiamo nel romanzo. Nella pellicola le idiosincrasie della protagonista sono messe in mostra così come i quadri che scandiscono le scene. In questo senso il film non dà risposte, né tantomeno sembra porre troppe domande: quello che fa è dare visibilità a un’identita negata. Maria, interpretata dalla carnosa Teresa Saponangelo, ha infatti un’indole complessa che la porta spesso a isolarsi, ma quanto è felice quando riesce a comunicare con gli altri: uno dei momenti di massima gioia del film si ha quando organizza, insieme ai suoi amici avanguardisti, una finta eruzione del Vesuvio bruciando centinaia di pneumatici: la meglio gioventù di Napoli risponde così all’indifferenza di una città assopita proprio come il vulcano che dorme pulsando lava rovente ai loro piedi. Con la stessa energia Maria e i suoi amici chiedono spazio, e più forte la resistenza dall’alto, più violento lo scoppio dal basso. Alla luce degli ultimi eventi partenopei, siamo tutti avvertiti.

 Luca Caddia

(anglista e traduttore)

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venerdì, 18 aprile 2008

Ossidiana300

E se vi dicessimo che un romanzo Voland è diventato un film, voi che fareste? Vi precipitereste al cinema, vogliamo sperare.

Be', adesso avete l'occasione per farlo. Il romanzo Ossidiana, di Silvana Maja, uscito nel marzo 2007, è diventato un film-documentario (per la regia della stessa autrice), e approderà a Roma sabato 19 aprile.

Dopo aver ricevuto alcuni prestigiosi riconoscimenti internazionali il film sarà infatti in concorso al  ROMA INDIPENDENT FILM FESTIVAL, giunto quest'anno alla sua settima edizione.

La vicenda narrata è bella, intensa, e la storia di Maria Palligiano (pittrice che partecipò attivamente alle avanguardie artistiche nella Napoli degli anni '60) merita sicuramente una serata al cinema. Il film racconta la vita di Maria, donna forte e irrequieta che cerca, dopo un'infanzia dolorosa e un'adoloscenza conflittuale, la sua strada nel mondo dell'arte e il modo per placare la sua inquietudine. Tutta la sua esistenza, osservata attraverso l'obiettivo partecipe della regista, si snoda attorno ai due cardini dell'arte, da sempre sua consolazione, e della diversità, che arriva nel suo caso a sfiorare la follia.

Una serata da tener presente, insomma. Voi cercate di non mancare. Noi della redazione ci saremo sicuramente, e sarà magari una buona occasione per incontrarci.

Ossidiana

un film di Silvana Maja

sabato 19 aprile  2008  ore 20.00- Cinema Nuovo Olimpia

Roma, Via in Lucina, 16/c 

 

"Era un mattino di inzio autunno, temperatura dolce e leggermente ventilata, e via Toledo le venne incontro con la sua amalgama di gente indaffarata, carretti della frutta, bancarelle, negozianti appoggiati alle porte di ingresso con le mani in tasca, garzoni in grembiule nero che pulivano vetrine, contadine che scendevano dalla collina dei Camaldoli con ceste di uova fresche ed erbe profumate..."

b.

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categoria:autori, iniziative
mercoledì, 09 aprile 2008

Viaggio-parigina-nuovaNelle ultime settimane la parola Tibet affolla tutti i quotidiani e i telegiornali. Se giri in internet e digiti Tibet, una delle prime occorenze a comparire è quella di Wikipedia. L'enciclopedia virtuale più consultata in assoluto ci dice a chiare lettere nella sezione "Definizione ed estensione" che il Tibet non ha una definizione univoca. Per il Governo Tibetano in esilio, il Tibet è la larga zona sotto l'influenza culturale tibetana per parecchi secoli, comprese le province tradizionali di Amdo, Kham (Khams) e U-Tsang (dBus-gTsang), ma esclusa la zona sotto l'influenza culturale del Tibet storico all'esterno della Repubblica Popolare Cinese. Per la Repubblica Popolare Cinese, il Tibet è la Regione Autonoma del Tibet, chiamata anche Tibet Autonomous Region o TAR, reclamando anche il territorio del Arunachal Pradesh come appartenente alla stessa. Al di là del fatto che  molti di noi probabilmente questi nomi non gli hanno mai sentiti, che non sapremmo collocarli, lo stato attuale delle cose si capisce fin dalla superficie. Non vogliamo addentrarci in questioni strettamente politiche, fin troppo discusse in questi giorni, vi lasciamo solo poche righe, lo sguardo di una donna coraggiosa che nel 1920 intraprende un difficile cammino e che con eroica e ammirevole lentezza, raggiungerà dopo tre anni la meta prefissata. La prima donna europea a entrare "nella città proibita agli stranieri".

Finalmente dopo quattro mesi di cammino, di avventure, e di osservazioni che qui non ho potuto raccontare che in minima parte, lasciai Detchene una mattina all'alba per compiere la mia ultima tappa verso Lhasa. Il tempo era bello, freddo e secco, il cielo luminoo. Il sole che si alzava fece apparire davanti a noi , ancora lontano e tuttavia già maestoso e dominatore, il grande palazzo del pontefice lamaista. [...] Quanto mi sentivo felice di essere lì, sulla via di quelle cime misteriose e inesplorate, sola, avvolta dal silenzio, "assaporando le delizie della solitudine e della calma"...

g.

 

 

 

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lunedì, 07 aprile 2008

Qualche giorno fa il quotidiano la Repubblica riportava la notizia della (definitiva) scomparsa del punto e virgola dalla sintassi degli italiani, travolti dai punti, dagli slash e dalle virgole. Girellando sul web, mi accorgo che è un problema che ritorna, tanto che  tal Antonio aveva già lanciato, un paio di anni fa, una campagna di rivalutazione del suddetto punto e virgola. Dal suo sito rubo la poesiola di Rodari:

C’era una volta un punto
e c’era anche una virgola:
erano tanto amici,
si sposarono e furono felici.
Di notte e di giorno
andavano intorno
sempre a braccetto.
“Che coppia modello -
la gente diceva -
che vera meraviglia
la famiglia Punto-e-Virgola”.
Al loro passaggio
in segno di omaggio
persino le maiuscole
diventavano minuscole:
e se qualcuna, poi,
a inchinarsi non è lesta
la matita del maestro
le taglia la testa.

Ma voi, come vi comportate? Nutrite un odio incoercibile (come la maggior parte della nostra redazione) o siete più tolleranti? Insomma, lo rivalutiamo o no, questo punto e virgola? O lo lasciamo a marcire nel limbo degli emoticons?

d.

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categoria:parole parole parole
giovedì, 03 aprile 2008

Un’altra “Galassia” è possibile? Tranquilli non si tratta di un’indagine sui massimi sistemi, ma soltanto di una considerazione “di ritorno”, di ritorno da Galassia Gutenberg, la fiera del libro che si tiene ogni anno a Napoli, giunta alla sua XIX edizione.

Tanto per restare in argomento, Galassia dimostra proprio la sua età. A chi l’ha vissuta come me quest’anno per la prima volta, Galassia appare proprio come una diciannovenne, come un’allieva a cui il professore dice la storica frase “sei brava, ma potresti fare di più”.

Che dire? Napoli è una location di tutto rispetto, con una cultura antichissima che percepisci subito, sempre, eppure la fiera non va, non decolla a cominciare dalla visibilità: non un poster che segnali l’evento alla stazione centrale di Napoli; nessuna pubblicità nelle fermate del "treno di Galassia", di per sé una buona iniziativa che però è assolutamente inefficace se nessuno ne è a conoscenza. Bisogna arrivare al Molo Angioino, sede della fiera, per vedere finalmente la bella illustrazione di Toccafondo (anche questa ottima scelta) darci il benvenuto.

Tanti gli editori che hanno partecipato, dunque numerosa, varia e allettante l’offerta per il pubblico, ma non è bastato. Alla “cura umana” riservata alle persone, non è corrisposta la famosa “cura del dettaglio” che in una fiera o in qualsivoglia evento molto spesso fa la differenza... peccato, un vero peccato! A Galassia non manca proprio nulla per essere una “donna matura”, deve solo mettersi a punto, sfoggiare il vestito delle occasioni speciali per essere davvero “fiera” di sé!

gabriella

 

E che dire invece della neonata Book Modena? Ha mosso i primi incerti passi. Questa era la prima edizione, e per il prossimo anno se ne progetta già una seconda. Non tutti gli editori hanno partecipato ma noi abbiamo deciso di dare fiducia alla nuova arrivata e siamo stati ripagati dall’afflusso di curiosi che hanno approfittato delle splendide giornate per fare un giro in bicicletta in centro e visitare la fiera. Certo c’è ancora molta strada da fare, il programma era fitto di presentazioni e incontri con gli autori, ma gli spettatori erano pochi.

La presentazione dei nostri libri, Miss Messico di Enrique Serna e Nessuno mi vedrà piangere di Cristina Rivera Garza, autori messicani, è stata molto carina. Il traduttore Raul Schenardi insieme all’esuberante giornalista radiofonica Isabelle Abram hanno chiacchierato in un’atmosfera piacevole e informale. Sabato 5 alle 21.15, nella trasmissione “Tempi dispari” di Rainews 24, andrà in onda un servizio sulla fiera, anche noi siamo stati intervistati.

Ci auguriamo che il prossimo anno la manifestazione trovi più spazio nei giornali per attirare un pubblico più folto, non solo modenese ma da tutte le parti dell’Emilia Romagna che risponde sempre con entusiasmo a iniziative di questo genere.

eleonora

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categoria:iniziative