Cosa dire di Milano? La città ci ha accolto con generosità, era previsto un incontro alla FNAC e una presentazione da Mondadori a piazza Duomo, gremite entrambe all'inverosimile. Come al solito, le domande dei lettori di Amélie sono stupefacenti, mai generiche ma precise, di gente che il libro l'ha letto davvero (era uscito da meno di una settimana), l'ha sottolineato, l'ha vissuto. Chicca Gagliardo, la giornalista che la presentava, è fra le più "antiche" e affezionate fan di Amélie, e anche il suo affetto e la sua curiosità sono risultate genuine.
E' passata quasi una settimana, e Né di Eva né di Adamo è all'undicesimo posto nella classifica dei libri stranieri più venduti, subito dopo Simenon (Il treno, al nono posto)e la Bartlett (Giorni d'amore e inganno). Sono soddisfazioni...
E a proposito di lettori, una mail ricevuta in casa editrice dopo Milano:
Ero il 26 febbraio al Fnac di Milano. Ho la tua firma sulla mia copia.
Abbastanza spesso vado alle presentazioni dei libri. Non ti conoscevo. Ho acquistato "Né di Eva né di Adamo" ed era questa la prima tua opera che mi accingevo a leggere. Ora andrò a cercare le altre, magari in francese. Pensavo di prestare il tuo libro a delle amiche, ma credo che non lo farò.Preferisco tenermelo.
Sono le 5 del mattino ed ho terminato adesso di leggere il tuo libro vivendo con te la gioia del volo coraggioso fino a Bruxelles e l'abbraccio fraterno del Samurai.
Scusa se sento il bisogno di darti del tu, Amélie. Ho 75 anni (potrei essere la tua nonna), e adesso, dopo la lettura, mi sembra di conoscerti.
Ti ho avuta davanti a me, ti ho sentita rispondere alle domande che ti faceva il pubblico, ti sto immaginando come una via di mezzo tra una nipotina ed una me stessa che non è riuscita - anche se l'avrebbe desiderato - ad esaminare la propria vita con la tua lucidità.
Grazie per le pagine che ho letto tutte d'un fiato, per poi tornare a rileggere, ridendo da sola, quelle che mi hanno anche commosso.
Scrivo subito queste righe perché probabilmente se aspettassi domani, non lo farei dato che solitamente sono una persona adeguata e quasi tranquilla.
Scrivo in italiano perché il mio francese scritto è spaventoso.Spero di non averti fatto perdere troppo tempo e ti ringrazio ancora.
Con affetto e amicizia
Elena

ancora una foto di Amélie alla libreria Mondadori di Milano