giovedì, 28 febbraio 2008

Finito il tourbillon nothombiano sono qua che cerco ri raccogliere idee e forze. Tre giorni che sconvolsero il (mio) mondo. Ecco la breve cronistoria.


Domenica 24 febbraio, ore 16,05, aeroporto di Fiumicino. Una folta delegazione Voland è in attesa della Nothomb. Fuori, la mercedes della trasmissione "Parla con me" ha i motori accesi, tutti preghiamo che per una volta l'aereo non faccia ritardo, alle 17 dobbiamo essere al teatro Delle Vittorie per la registrazione del programma. Quasi in perfetto orario esce Amélie, sorridente e allegra, felice di essere in Italia, dice. Chissà perché, poi. In macchina ci scambiamo alcune irriferibili battute su Sarkozy e Carla Bruni, ma ve le risparmio. Io le racconto che qualche giorno prima ha telefonato in redazione una signora per chiedere se vendiamo anche i vestiti della Nothomb. Ci interroghiamo se procedere a questo nuovo, promettente business.


Alle 17 siamo negli studi, accoglienza professionalissima e calorosa, nelle retrovie della trasmissione si scoprono un sacco di fans con libri da far firmare. Dalla sala trucco Amélie esce trasformata: bocca rosso lacca, viso pallidissimo, vestito nero e cappello d'ordinanza, guantini rossoneri. Si aggirano tra le quinte Dario Vergassola, Paola Cortellesi bellissima, il dj Linus. Serena Dandini microfonata e sorridente. Sul divano rosso Amélie semba esserci nata, a suo agio, curiosa di tutto, attenta a tutto. Sembrano fatte per capirsi e per chiacchierare, la Dandini e la Nothomb. Noialtri seguiamo la trasmissione da uno schermo in una saletta.


Alle 19,30 dobbiamo essere alla Feltrinelli di piazza Argentina per un aperitivo, come recita il programma. Appena il tempo di lasciare il bagaglio in albergo e degustare uno dei suoi amati coni al pistacchio, ed eccoci alla libreria. La saletta delle firme sembra un autobus all'ora di punta. Gli addetti della libreria non sono riusciti neanche a mettere i tavolini per l'aperitivo. Dotati di ammirevole pazienza e sangue freddo, centinaia di lettori brandiscono volumi nothombiani in varie lingue, fra cui l'inglese. Per fortuna alcuni possiedono anche le preziose edizioni Voland. Una volta giunti a distanza ravvicinata, molti mormorano misteriose frasi in lingue misteriose. Il rito prosegue fino alle 21, quando l'inflessibilità feltrinelliana provvede a mettervi fine. Non resta che cenare sontuosamente dal Presidente, vicino a fontana di Trevi, e accampagnarla in albergo. Poi, tutti a casa. 


La mattina successiva comincia prestissimo, e la giornata è lunga. Alle 7 passiamo a prenderla in macchina, io e Manuela. "Unomattina" va appunto in onda di mattina presto, e lei è prevista alle 8, 30 circa. Tutto si ripete: cortesia, fans, sala trucco, microfono... Mi dicono che sia stata molto brava, io ero troppo addormentata per accorgermene. In ogni caso Amélie Notomb a Unomattina è su You tube, per chi come me se la fosse persa...


Poi i tempi diventano più concitati: ritorno in redazione, interviste, treno, niente pranzo, arrivo a Bologna cambio per Ferrara, albergo, Castello. Alle 18 l'ingresso al castello di Ferrara ci toglie il fiato, per la bellezza del luogo e la cortesia di tutti. Fabrizio Fiocchi, che da 4 anni non perdeva occasione di chiedermi ogni volta che ci incontravamo "Quando me la porti?", ha un sorriso fisso sul viso. Il pubblico prima esita, un po' intimidito, poi si scatena con le domande. Io, che faccio pure da interprete, dopo due ore comincio a vacillare e invoco pietà. Non ho più voce, sono stanca, mi chiedo se ho più la tempra per simili bravate. Poi però la passeggiata per Ferrara avvolta nella nebbia, e la cena sontuosa offerta dai gentili padroni di casa mi rimette un po' in sesto. O magari è stato il generoso vino... Naturalmente anche la padrona del ristorante è nothombiana fervente, l'ultima foto della giornata è con lei, e l'ultima firma pure.


Milano ci aspetta il giorno dopo, ma per ora basta così.


d.

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categoria:iniziative
mercoledì, 27 febbraio 2008

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Ciao a tutti! Eccoci immancabili a darvi un primo piccolo assaggio del tour di Amélie in Italia. Queste foto sono state scattate durante l'incontro alla Mondadori di Milano. Per i particolari dovrete aspettare il ritorno "dell'editora" che promette un racconto dettagliato e frizzante della sua "tre giorni" con la penna più sfrenata di Francia...intanto potete cliccare qui per leggere il divertente resoconto dell'incontro di Amélie con la redazione di booksweb.tv.


a presto, gabriella



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mercoledì, 20 febbraio 2008




La nostra bravissima traduttrice Monica Pesetti, ha vinto, nella categoria esordienti, la prima edizione del Premio italo-tedesco promosso dal Goethe Institut.

I due libri da lei tradotti, Leptis Magna di Hartmut Lange, e Io e Kaminsky di Daniel Kehlmann (di Kehlmann sta uscendo in questi giorni per la Voland la raccolta di racconti Sotto il sole) sono da noi amatissimi, e siamo davvero contenti che siano stati apprezzati anche dalla giuria.

Di seguito il comunicato e tutte le informazioni necessarie.

 

Il 21 febbraio 2008, presso la sede del Goethe-Institut di Roma, si terrà la prima edizione del Premio italo-tedesco per la traduzione letteraria bandito dal Ministero tedesco degli Affari Esteri e dall’Incaricato del Governo Federale tedesco per la Cultura ed i Mass Media, in collaborazione con il Goethe-Institut in Italia.



Il riconoscimento avrà cadenza annuale ed è destinato a traduttori che, grazie al proprio lavoro, hanno contribuito alla diffusione della narrativa tedesca contemporanea in Italia e viceversa.

Questa prima edizione ha esaminato traduzioni dal tedesco all’italiano ed è suddivisa in tre categorie:



  • miglior traduzione 2006/2007



  • opera omnia



  • esordienti 2006/2007





La giuria, composta da Magda Olivetti, presidente, Hermann Dorowin, germanista, Andrea Casalegno, giornalista, Camilla Miglio, germanista, Ugo Perone, filosofo, Ugo Riccarelli, scrittore e Maike Albath, presidente della giuria tedesca, dopo l’esame delle opere pervenute e successive discussioni, nella seduta finale del 15 dicembre ha deciso di assegnare il Premio per la miglior traduzione a Domenico Pinto per Dalla vita di un fauno di Arno Schmidt (Lavieri Editore), il Premio per tutta l’opera ad Anita Raja e il Premio esordienti a Monica Pesetti.



Domenico Pinto e Anita Raja vincono rispettivamente un premio in denaro di 7.500 Euro ciascuno. Monica Pesetti, giudicata miglior esordiente, vince un soggiorno-studio presso il Europäisches Übersetzer-Kollegium (collegio europeo per traduttori) di Straelen (Renania-Vestfalia).



La cerimonia di premiazione si terrà il 21 febbraio alle ore 17.30 presso l’Auditorium del Goethe-Institut Rom. I premi saranno conferiti dall’Ambasciatore tedesco in Italia, Sua Eccellenza Michael Steiner. La cerimonia prevede la partecipazione della Direttrice del Goethe-Institut in Italia, Susanne Höhn, e della presidente della giuria, Magda Olivetti. Il compito della laudatio è affidato a Luigi Forte, mentre brani tratti dalle opere tradotte dai vincitori saranno letti da Cloris Brosca.


giovedì 21 febbraio 2008, ore 17.30

Auditorium del Goethe-Institut

Via Savoia 15, Roma

Ingresso libero

Info: tel. +39 06 8440051



info@rom.goethe.org

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categoria:fuori tema, iniziative
sabato, 16 febbraio 2008

il 25 febbraio è la giornata mondiale della lentezza: quale occasione migliore per regalare e regalarvi Belino-Mosca. Un viaggio a piedi, di Wolfgang Buscher? Edizioni Voland, naturalmente. Da Berlino attraverso la Polonia, la Bielorussia e la Russia, fino appunto a Mosca. Tre mesi per quasi tremila chilometri: più lento di così...


 

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lunedì, 11 febbraio 2008

L’ultimo weekend è stato proficuo dal punto vista delle recensioni. Allontanatami dall’edicola con la solita mazzetta dei giornali del sabato, che comprende il Manifesto, La Stampa, La Repubblica, il Corriere, ho avuto la sorpresa di trovare, su “D la Repubblica delle Donne”, l’intervista a Karine Tuil sul suo nuovo romanzo Quando ero divertente (in libreria dal 27 febbraio), mentre su “Tuttolibri” lo scrittore argentino Alberto Manguel (intervistato da Giovanna Zucconi) ha inserito fra i libri da lui  più amati nell’ultimo periodo Capelvenere, del nostro autore russo Mikhail Shishkin, definendolo “un romanzo meraviglioso”.


Ma la vera novità di questi giorni è che la tipografia ci ha consegnato  Né di Eva né di Adamo, il romanzo di Amélie Nothomb che sarà in libreria dal 20 febbraio. Le copie sono fulgide e bellissime. Mi hanno fatto venire un’idea: ai primi 10 appassionati che si faranno vivi sul blog (e ci scriveranno separatamente una mail con  il loro indirizzo postale) spediremo a stretto giro di posta una copia omaggio. Magari, se ne avranno voglia, ci aiuteranno a diffondere il verbo…  e chissà che non diventi una consuetudine anche per altri autori Voland.


 


d.

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categoria:vita di redazione, autori, iniziative
lunedì, 11 febbraio 2008
EvaAdamoBassa

... 30 gennaio 1989. il mio decimo giorno in Giappone da adulta. Da quello che chiamavo il mio ritorno, ogni mattina, aprendo le tende, scoprivo un cielo di un blu perfetto. Quando per anni hai aperto tende belga su un grigiore che pesa una tonnellata, come fa a non esaltarti l'inverno di Tokyo?...




Amélie Nothomb,

Né di Eva né di Adamo,


Voland edizioni


in libreria dal 20 febbraio


 


Finalmente Amélie arriva in Italia!



Dal 24 al 26 febbraio 2008,

per promuovere l'uscita del suo ultimo libro,

Né di Eva né di Adamo,

Amélie Nothomb sarà in Italia.

Per chi non vuole perdersi neanche un appuntamento,

questo è il suo programma:



Domenica
24 febbraio

ore 19.30
, Roma:

aperitivo alla libreria La Feltrinelli di Largo di Torre Argentina

dopo le 23.15:

Amélie sarà ospite della trasmissione

di Serena Dandini Parla con me, su RAI3



Lunedì
25 febbraio

in mattinata
:

Amélie sarà ospite in diretta

della trasmissione Unomattina, su RAI1

ore 18.00, Ferrara:

incontro-dibattito al Castello Estense

(Sala dei Comuni del Castello)

dialogano con la scrittrice Daniela Di sora e Fabrizio Fiocchi




Martedì
26 febbraio

ore 15.30
, Milano:

Amélie firmerà le copie del suo romanzo alla Fnac di via Torino

ore 18.00, Milano:

presentazione di Né di Eva né d Adamo

alla libreria Mondadori di Piazza Duomo



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categoria:pagine, autori
martedì, 05 febbraio 2008


A giorni uscirà il nuovo libro di Karine Tuil, Quando ero divertente, la cattiva e ironica storia di un clown fallito


Per chi volesse saperne di più ecco il suo sito

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categoria:autori
martedì, 05 febbraio 2008

vorrei aprire una discussione sull'uso di  se stesso: va accentato o no? A me ripugna un po' accentarlo, alle elementari (tanto, tanto tempo fa) mi avevano insegnato che è errore grave mettere l'accento su sé se seguito da stesso, che impedisce ogni eventuale confusione. Poi però vedo che man mano diversi linguisti prendono posizione in favore dell'accento, e anche qualche editore  (E/O per esempio, se non sbaglio). Che fare? Come reagisce ciascuno di voi in presenza di un sé stesso accentato? Come lo scrivete?


d.

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categoria:vita di redazione
domenica, 03 febbraio 2008

Inquietante la pretesa di chi chiede di boicottare il Salone del Libro di Torino 2008, perché quest'anno il paese ospite della Fiera sarà Israele. Davvero difficile capire chi pretende di censurare libri e scrittori. Come si fa e che senso ha identificare autori come David Grossman, che ha perso un figlio in guerra e si è sempre battuto per la pace e per il dialogo, con Olmert e il suo governo? Quello che sta succedendo nella Striscia di Gaza è terribile, quanto ha subìto negli anni il popolo palestinese ingiustificabile, ma Israele non è solo Olmert, come la Russia non è solo Putin, l'America non è solo Bush, o anche, più modestamente, l'Italia non è  solo Cuffaro. Condivido in pieno le posizioni sostenute con coraggio e l'onestà intellettuale di sempre da Valentino Parlato sul Manifesto. Il boicottaggio è muto. I libri sono sempre necessari, i libri sono un ponte, non un muro. Servono a conoscersi, a capirsi, non a odiarsi.


A Mantova, presentando un suo libro, lo scrittore spagnolo Vila-Matas disse una frase che mi ha colpito, e che cito a memoria: "Non conosco nulla di più inoffensivo di un uomo che ha gli occhi chini su un libro." 


Pubblico un autore israeliano di cui sono orgogliosa, Alon Altaras. Giudicate i suoi libri, non la sua nazionalità. Esattamente come per tutti gli altri: i russi, i romeni, i bulgari, i brasiliani, i francesi, i portoghesi,  i tedeschi...


d.


 

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