domenica, 27 gennaio 2008

E' di qualche giorno fa una notizia inquietante, non so quanti di voi l'hanno letta. In  breve: un inedito di uno dei più grandi scrittori  del 900, Vladimir Nabokov, è custodito nel caveau di una banca svizzera, e il figlio ed erede Dmitrij è in preda a un dilemma dei più atroci. Secondo le ultime volontà del padre, dovrebbe distruggerlo. Dmitrij ha esitato fino a ora, ma ormai sembra deciso, e tra la pubblicazione e la distruzione sembra aver scelto quest'ultima... Non voglio e non posso giudicarlo, non so cosa farei io se mai mi trovassi in una situazione del genere. Ma l'idea che pagine della meravigliosa, tersa, geometrica ed enigmatica scrittura dell'autore de "Il dono" e "Lolita" vadano perse mi sembra assolutamente insopportabile.  E non parla nemmeno l'editore, che naturalmente venderebbe l'anima al diavolo per averle, ma la lettrice. Fosse vero, come sostiene un altro grande russo, che i manoscritti non bruciano!!!


d.

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giovedì, 24 gennaio 2008



Prima di essere il titolo di questo post, Bozza Nothomb è in questo periodo un appunto sull’agenda di redazione, una nota a margine di qualsiasi attività, un imperativo categorico, un pensiero fisso.


Che dire? Ci siamo quasi! Né di Eva né di Adamo prende forma ogni giorno di più, manca davvero poco. Il primo giro di bozza è stato un giro di giostra, mentre correggevo (sor)ridevo e riflettevo…in questo libro Amélie parla d’amore, con la dote che io personalmente apprezzo di più in lei: la sintesi. In poche righe puoi trovare Platone, Freud, Schopenhauer tutti insieme(forse sarà per il mio passato da studentessa di filosofia) e sentirti stranamente leggero, e scoprirti a pensare che non avresti saputo dirlo in maniera migliore, che sì, è proprio così, che a qualsiasi latitudine, dal Monte Fuji al Colosseo, nelle “relations amoureuses” mettiamo dentro il meglio e il peggio di noi stessi il più delle volte senza riconoscerli… che, giuro non l’avrei mai detto, pure in Giappone la suocera può essere una figura piuttosto ingombrante, scocca sfrecciatine quando meno te lo aspetti e speri di poterle restituire il favore prima possibile!


Probabilmente per i nothombiani accaniti, questa è solo una conferma; spero di aver incuriosito chi invece Amélie ancora non la conosce e riterrà questo post un buon motivo per fare un salto in libreria…il 20 FEBBRAIO.


 


gabriella


 


 

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categoria:vita di redazione, autori
lunedì, 21 gennaio 2008

Dunque, parliamo di letture. Le mie. Che riflettono i miei gusti e non hanno pretese di riflettere altro.


Durante le ormai lontane cosiddette "vacanze di Natale", ho provato vero godimento a leggere almeno tre libri (altri mi hanno recato godimento minore,...)


Il primo è stato "La sovrana lettrice", di Alan Bennett. Delizia pura, misura, eleganza, ironia. Se non l'avete letto, affrettatevi a farlo, il divertimento è assicurato. Un librino sottile che si legge in mezzo pomeriggio, e che parla del potere eversivo della lettura. Fra gli altri libri che la sovrana, appunto, legge, c'è anche "Il mio cane Tulip" (nel libro tradotto come "La mia cagna Tulip") e questo mi ha divertito ancora di più, una sorta di cerchio che si chiude.


Il secondo è stato "Fìdeg", di Paolo Colagrande. L'ho preso in mano per curiosità, l'avevo comprato alla Fiera della piccola editoria a Roma (sì, gli editori si comprano i libri a vicenda...) e non l'ho più mollato. Un turbine linguistico, un'invenzione continua, la provincia italiana folle e colta, i bar e i personaggi che li frequentano, le disavventure di chi scrive e vuole pubblicare. Insomma, anche qui divertimento assicurato (ho prediletto il sorriso in questa tornata di letture, spero che  nessuno trovi da ridire. Chissà se si confà a un editore serio?)


Anche il terzo è un libro all'apparenza leggero, "Il signorino" di Soseki Natsume: parla di un giovane dal carattere scorbutico e difficile che va a insegnare matematica, materia per la quale non nutre nessuna passione, in  provincia, lontano da Tokyo. Insegnanti ipocriti e ignoranti, allievi zucconi e rissosi, un quadro del Giappone fuori della norma. Pare sia il romanzo più letto del Giappone moderno, è stato scritto nel 1906. Appena una ventina di anni dopo "Cuore" di De Amicis. I mondi che descrivono, e la maniera di descriverli, non potrebbero essere più distanti.


Poi un paio di libri su cui prendere delle decisioni urgenti, per lo più in francese. Ma senza trovare cose davvero degne di interesse. E qualche manoscritto. Negli intervalli, cannoli e cassate. Ora naturalmente sono a dieta.


d.


 

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categoria:recensioni
lunedì, 07 gennaio 2008

buon anno a tutti! In realtà la redazione ha riaperto già dal 3 gennaio, e siamo già al lavoro, se pure abbiamo mai smesso...


Siamo qui, sempre le solite. E sempre con i soliti problemi. Fra dicembre e gennaio abbiamo subito una débacle informatica: ci è saltata prima la posta da tutti e quattro i computer, per completare l'opera poi è saltato pure un computer, quello centrale, e abbiamo perso tutti i dati degli ultimi tre mesi. Sì, perché l'ultimo backup risaliva appunto a tre mei fa. Io me la sono presa con le altre, e ho fatto la voce grossa, quella della padrona. Della serie: vi avevo detto di fare almeno un backup a settimana. Se non vi abbiamo risposto, se ci avete perso di vista, ora sapete anche il motivo. Uno dei motivi, almeno.


In ogni caso, eravamo già esaurite. Abbiamo chiuso con grande piacere, ognuno si è portato un po' di lavoro in vacanza, si chiama orror vacui . Io sono andata in Sicilia, ho mangiato cassate e pasta con le sarde, sono ingrassata almeno di quattro chili. Ora, dieta e ristampe Nothomb, più un paio di uscite che sono in forte ritardo. Pare che da oggi rifunzioni pure in sito che, ve ne sarete accorti, latitava da un mese. Viviamo nel migliore dei mondi possibili...


Parlatemi delle vostre letture natalizie, se ne avevte voglia. Io ho letto parecchie cose carine, ve le segnalerò presto.


d.

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