Eccomi qua, come spesso succede il lunedì, dopo l'orgia di informazioni librarie del weekend, alimentata dai vari quotidiani, Alias, Tuttolibri, Repubblica e Corriere, con relativi supplementi: la mazzetta di giornali del sabato che mi (ci) informa sulle novità, editoriali e non.
Oggi sottopongo alla vostra attenzione un prezioso "Prossimamente" di TTL dove Giuseppe Russo, patron Neri Pozza ci informa che il loro marchio è ormai considerato un "brend" dagli agenti ed editori, a Francoforte. Bene, penso. Anche io a Francoforte ho avuto la riprova di essere ormai conosciuta e rispettata da colleghi editori stranieri e agenti, più d'uno mi ha detto: "Che bel catalogo, complimenti!". Confortata, vado avanti nella lettura e scopro che la Neri Pozza opta "per la strada della pre-empt: un titolo viene offero, prendere o lasciare, ma a prezzi contenuti. Un esempio," prosegue il sudetto patron con cui mi sentivo in sintonia. "Per Giochi sacri di Chandra noi avevamo offerto a suo tempo 100.000 euro. Subito sorpassati da Mondadori. Nostro ritiro immediato." Mi resta la curiosità si sapere quanto l'ha pagato Mondadori, Chandra. Girano cifre che spero siano irreali. Faccio un rapido conto di quanti titoli ci compro io, con 100.000 euro. Ci comprerei se li avessi, intendo dire. Russo continua: "La disponibilità a spendere troppi soldi, più degli stessi americani, temo sia, al momento, la vera malattia dell'editoria italiana."
Mi sa che sta parlando di un altro mondo.
categoria:parole parole parole




