lunedì, 22 ottobre 2007

Eccomi qua, come spesso succede il lunedì, dopo l'orgia di informazioni librarie del weekend, alimentata dai vari quotidiani, Alias, Tuttolibri, Repubblica e Corriere, con relativi supplementi: la mazzetta di giornali del sabato che mi (ci) informa sulle novità, editoriali e non.


Oggi sottopongo alla vostra attenzione un prezioso "Prossimamente" di TTL dove Giuseppe Russo, patron Neri Pozza ci informa che il loro marchio è ormai considerato un "brend" dagli agenti ed editori, a Francoforte. Bene, penso.  Anche io  a Francoforte ho avuto la riprova di essere ormai conosciuta e rispettata da colleghi editori stranieri e agenti, più d'uno mi ha detto: "Che bel catalogo, complimenti!". Confortata, vado avanti nella lettura e scopro che la Neri Pozza opta "per la strada della pre-empt: un titolo viene offero, prendere o lasciare, ma a prezzi contenuti. Un esempio," prosegue il sudetto patron con cui mi sentivo in sintonia. "Per Giochi sacri di Chandra noi avevamo offerto a suo tempo 100.000 euro. Subito sorpassati da Mondadori. Nostro ritiro immediato." Mi resta la curiosità si sapere quanto l'ha pagato Mondadori, Chandra. Girano cifre che spero siano irreali. Faccio un rapido conto di quanti titoli ci compro io, con 100.000 euro. Ci comprerei se li avessi, intendo dire. Russo continua: "La disponibilità a spendere troppi soldi, più degli stessi americani, temo sia, al momento, la vera malattia dell'editoria italiana." 


Mi sa che sta parlando di un altro mondo.

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giovedì, 18 ottobre 2007


Voland


presenta



Campora_300_b10




Martedì 23 ottobre


ore 18.30 – Papyrus Cafè


Via De Lucchesi, 28


insieme all’autore interverrà: 


Vittorio Castelnuovo


brani del libro verranno letti dall’attore



Leonardo Leonardi


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mercoledì, 17 ottobre 2007

Francoforte, 14 ottobre. Sono le 7 di sera, ho appena finito di smontare lo stand e di fare pacchi di libri, dopo 5 giorni di fiera ho addosso una stanchezza infernale... Affamati, io e Alberto ci dirigiamo verso una birreria di un quartiere un po' appartato, per evitare la folla, gli altri editori, e mangiarci un sostanzioso piatto in santa pace. Arriviamo per caso alla birreria Adolf Mozart, ci sediamo e ordiniamo. Poco dopo si siedono al nostro  tavolo tre personaggi. Due uomini e una donna. Sono di una casa editrice moscovita, Slovo. Uno, magro e silenzioso, mani sottili e bianche, capelli biondi tagliati cortissimi, ha lo sguardo inquietante del Voland bulgakoviano. L'altro, grassotto e moro, vivacissimo, curioso, logorroico, non sta un attimo fermo e ci stordisce di parole. E' certo Behemoth, il gatto. La donna di regola non dovrebbe far parte della triade diabolica, ma potrebbe essere un travestimento dell'imprevedibile Azazello.




Quando scoprono che parlo russo e che la mia casa editrice si chiama Voland, non credono alle proprie orecchie. Racconti, brindisi, risate. Alla fine, io e Alberto usciamo un po' storditi. Loro rimangono. Cosa cercano, a Francoforte?




d.

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domenica, 07 ottobre 2007

Riporto senza commenti un brevissimo articolo apparso su Repubblica di ieri, sabato 6 ottobre. Anche Repubblica giudica inutile dedicare troppe energie all'argomento.


"Un paese sempre più ignorante, che ha dimenticato il piacere della lettura. Il 62% degli italiani dichiara di non aver letto un libro dall'inizio dell'anno, mentre aumenta il divario tra ricchi e poveri e calano i lettori tra i ceti bassi. E' una fotografia preoccupante quella scattata dall'ultima ricerca presentata ieri a Roma dall'Istituto Ipsos per conto della Mondadori, che ha osservato le abitudini di lettura e l'acquisto dei libri degli italiani.


La tendenza degli ultimi quattro anni è al ribasso: rispetto al 2003 cala dell'1%, dal 39 al 38, la percentuale di chi ha letto almeno un libro negli ultimi 12 mesi. Ad allarmare è anche la scarsa considerazione che la lettura ha tra le fasce più basse della popolazione. I lettori "deboli", chi legge 1 o 2 libri l'anno, scendono dal 49 al 39 per cento negli ultimi 4 anni, mentre gli acquisti di libri si concentrano  al centro nord (con un totale di acquirenti che supera il 70%).


Ne esce fuori un paese spaccato, che se acquista lettori tra i ceti medi, li perde tra la popolazione con una scolarizzazione più bassa: gli acquirenti che appartengono alle classi più svantaggiate diminuiscono di 4 punti percentuali (dal 14 al 10 % dal 2003 a oggi). La scuola rimane il tallone d'Achille della nostra formazione. Il 20% del campione dichiara infatti di non leggere perché la lettura gli ricorda la scuola, mentre più del 60% considera leggere uno spreco di tempo."


Fin qui Repubblica. La giornalista non si chiede neanche se, ad abbandonare i libri, i "ceti bassi" siano stati spinti dalla crisi economica di questi anni. Tra l'acquisto di un libro e quello di un chilo di carne potrebbero essere tentati di preferire quest'ultimo, se il problema si pone in termini di scelta. Sul come reagire, sarebbe bello discutere. Oltre a tentare di contenere i prezzi come cerco di fare, compatibilmente con il dato che la carta è aumentata, il tipografo anche, i diritti non ne parliamo, le traduzioni ovviamente pure (prima una cartella era pagata (da noi) tra 12 e 20 mila lire, a seconda della lingua e dell'esperienza del traduttore. Ora tra12 e 24 euro (lo so da sola che è comunque poco).


Ma oggi volevo solo chiedere a chi legge: tu perché leggi? cosa ti regala la lettura? In poche parole, concisi, mi raccomando, niente lunghe descrizioni di stati d'animo. Ma ditemi, per consolarci, cosa dà A NOI, a chi legge,  un libro? Chi non legge, a parte che probabilemente non legge neanche questo blog, è comunque pregato di astenersi.


d.

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