giovedì 22 febbraio, Amélie Nothomb arriva a Torino alle 12,05. La sua editora italiana, quella a cui lei è fedele nei secoli come un soldatino, la aspetta all'aeroporto insieme all'addetta stampa. Tutto regolare, tutto tranquillo per il momento. Abbiamo davanti una giornata densa di avvenimenti, ma si deve tutto ancora pigramente avviare.
Prendiamo un taxi, e ci dirigiamo verso l'albergo, vecchiotto e tipicamente torinese, il Victoria, lusso e understatement a profusione. Siamo quasi arrivati, e siamo fermi al semaforo quando una macchina ci sperona. Giuro. Due neri strafatti (probabilmente di crack) ci vengono addosso, immagino pagati da editori concorrenti... Momento di assoluta incredulità, prima di capire che nessuno si è fatto male, per fortuna. Amélie continua a dire "Scusate, scusate, è colpa mia" non si sa bene perché... E' d'altronde la stessa reazione che ha avuto quando le ho detto che è caduto il governo Prodi. Forse ha qualche problema, la ragazza...
Per consolarci, andiamo a pranzo in una vecchia trattoria torinese. Il primo che mi dice ancora che Amélie è anoressica, lo strangolo con le mia mani. Sarà stato lo spavento, ma ingurgita prosciutto e ravioli ai funghi porcini, zucchine, panna cotta, caffè. Il tutto annaffiato da vino rosso. Poi sembra finalmente appagata. Il pomeriggio può cominciare. Il primo appuntamento torinese è al teatro La cavallerizza, Michele di Mauro legge delle pagine da Diario di Rondine. Strabiliante, bravissimo... Ritmo, suspence, musica, tutto perfetto. La gente sta con il fiato sospeso. Anche io, che pure il libro lo conosco a memoria.
Alle sei ci spostiamo al Circolo dei lettori, ex Circolo degli Artisti, altro luogo strabiliante di questa Torino che non smette mai di sorprenderti. Saloni, lampadari, velluti e libri ovunque. Padrone di casa gentilissime hanno organizzato un'accoglienza superba. In una grande sala, i lettori sono seduti a tavolini su cui troneggia il vino offerto dall'Azienda Ceretto, magnifico anche questo. Molti sono in piedi. Per fortuna la sala è grande. Amélie brinda e risponde alle domande dei suoi agguerriti fans, che tutto vogliono sapere. Con grazia impagabile, lancia frasi come "I miei romanzi appartengono al genere del necrologio." "Finiscono spesso con un assassinio perché altrimenti un autore non sa bene come liberarsi del suo personaggio." "Ora l'ambizione che mi rimane è quella di diventare papa, ma essere belga non facilita la questione." I lettori incalzano, ridono di cuore, la martellano di domande, la assediano per farsi firmare i libri... Poi torniamo a teatro, altro bagno di folla di spettatori freneticamente plaudenti... E sempre con la troupe di Invasioni barbariche al seguito, che ci tallona e ci riprende. Manuela cerca di nascondersi, io pure. Amélie incede da dea... Non immaginavo la fatica di essere una star...
Ecco le foto della giornata torinese. E poi, a Milano, a Milano, come le tre sorelle cechoviane...
Nell'ordine: Amélie dopo l'incidente in taxi; Michele di Mauro alla Cavallerizza; assalto degli spettatori; firme; al Circolo; ancora firme; aperitivo; di nuovo a teatro.











