venerdì, 20 ottobre 2006

Dopo una serie di raffreddori, influenze  e malanni vari di tutta la redazione e dopo innumerevoli attenti studi sui meccanismi di pubblicazione di splinder, siamo qui per offrirvi alcune indimenticabili immagini della fiera di Francoforte e più esattamente dello stand collettivo Les Allusifs, Minuscula, Nottetempo e Voland:

PICT0407

veduta generale dello stand 5.1. D913

 

PICT0400PICT0357

 

particolari:

a sinistra zoom sui libri Voland

a destra l'editore dopo tre giorni di fiera

 

 

 

 

PICT0316

indimenticabile party allo stand

postato da: redazionevoland alle ore 14:25 | Permalink | commenti (9)
categoria:vita di redazione
giovedì, 19 ottobre 2006

qui trovate 'i tre giorni di Shishkin' raccontati dal blog Samovar.

postato da: redazionevoland alle ore 16:39 | Permalink | commenti (1)
categoria:autori
lunedì, 16 ottobre 2006

Un piccolo assaggio di Cento bottiglie sul muretto...

Quando Virginia Woolf postulava la presenza di una stanza tutta per sé, di un rifugio appartato dai rumori mondani, un luogo in cui rinchiudersi da soli con la voce interiore, lo spazio vitale imprescindibile a qualsiasi scrittrice che voglia chiamarsi tale, persino una scrittrice amatoriale come me non poteva neanche immaginare l'esistenza di un posto come La Esquina del Martillo Alegre. Bene, già si sa che l'immaginazione non era precisamente la virtù principale di quest'ipocrita lucertolina inglese. (A me non ha fatto nulla, ma Linda dice che Virginia utilizzava il femminismo come schermo per tirare via la pelle a Catherine Mansfield, condannava l'egolatria di Anna de Noailles e discriminava Victoria Ocampo. Padre Ignacio dice che lui non ha pregiudizi, ma che tutti gli anglicani sono così, degli spietati eretici). Tornando al tema della stanza tutta per sé direi che sono, in effetti, la felice proprietaria di una stanzetta in miniatura con una finestra fuori dal comune e un bagno stupendo, lussuosissimo, con azulejos blu, originali della casa...più indemoniatamente incasinata della Via Lattea. Potrà sembrare un desiderio meschino, nato dalla frustrazione, dal risentimento e addirittura dall'invidia, ma non dico che non mi piacerebbe vedere Mrs, Woolf mentre scrive Mrs. Dalloway tra la merda di gallina, i latrati rintronanti del megaterio che cerca di mangiarsi l'impiegato della compagnia elettrica o la povera jutía che è tanto buona, le pedine del domino lanciate su qualche tavolo, “fate spazio perché sono qui per vincere, anche se qualcuno cerca di imbrogliare  o di fare lo sbruffone, e sicuramente ti batto e poi ti batto di nuovo perché sei solo un mollaccione, un lurido mollaccione”, i grugniti del maiale in fuga quando pretendono di fargli una doccia con una pompa per vedere se gli va via un po’ di puzza, la guerra dei decibel tra Compay Segundo, il Médico de la Salsa, NG La Banda, la Orquesta Revé, Paulo F.G. y su Élite, Adalberto y su Son, non so chi e il suo Trabuco e la Charanga Habanera in un tutti contro tutti per vedere chi è il più bravo, il più vociferante, il duro del film, senza dimenticare Radio Reloj, che dà l’ora piiii… le ore dodici all’Avana, Cuba, le tre del mattino del giorno dopo a Wellington, Nuova Zelanda, i belati della capra aggiunti al din don della campanella, le litigate tra gli ubriachi, condite abbondantemente con un intero arsenale di paroline in vernacolo, espressioni folcloristiche e altri stridori, le litigate dei sobri (uguali a quelle precedenti), come quella terribile con lampi, tuoni e fulmini tra la padrona del megaterio e il padrone del maiale, perché il megaterio abusivo ha violentato il maiale e questi a sua volta ha attaccato il fetore pestilenziale al violentatore e il padrone del maiale ha detto alla padrona del megaterio che la smettesse di fare la stronza e lei gli ha risposto di non fare il coglione e di non darsi tante arie con lei, perché gli avrebbe tirato un ceffone da spaccargli  la faccia, e gliel'ha tirato, e lui gliel'ha restituito riveduto e corretto, e lei ha preso un coltello di quelli che pelano le  malangas per tagliargli la pancia  e gli altri si sono intromessi perché il sangue non arrivasse fino al fiume, e come sfondo musicale l’implacabile, inumano, imperituro toc toc toc…

(Traduzione di Paola Tomasinelli)

           

postato da: redazionevoland alle ore 16:49 | Permalink | commenti
categoria:pagine
lunedì, 16 ottobre 2006

Mi chiamo Rosa e sono alla Voland per uno stage oramai quasi terminato.

Venerdì sarà per me l'ultimo giorno in redazione. Nel breve periodo passato a Via del Boschetto 129 ho imparato tante cose. Lavorare in una casa editrice non è semplice come si crede. L'impegno costante dietro ad ogni pubblicazione è spesso estenuante, ma in cambio hai la soddisfazione di poter dire: c'ero anche io!!!

Il mio commento si ferma qui; sono stranamente senza parole...saluto gli amici della Posta di Via Cavour!!!!

Ciao

Rosa!

postato da: redazionevoland alle ore 13:59 | Permalink | commenti
categoria:vita di redazione
giovedì, 12 ottobre 2006

So di fare la figura della sprovveduta provinciale, ma la fiera del libro di Francoforte è davvero un'esperienza straordinaria. Finora ci avevo mandato degli agenti, però questa volta ho vinto la mia pigrizia e  quel po' di timore reverenziale che mi aveva frenato, e sono andata. Organizzandomi così: abbiamo preso due stand per quattro case editrici, una canadese, una spagnola e due italiane: les allusifs, minuscula, nottetempo e voland.  Tutto molto internazionale, nel perfetto spirito della fiera. Abbiamo preso i nostri appuntamenti, scambiandoci informazioni, consigli, suggerimenti e anche conoscenze, abbiamo fatto un bellissimo e affollatissimo party invitando le case editrici con cui collaboriamo, gli autori presenti in fiera,  gli agenti, abbiamo offerto vino e qualcosa da mangiare, abbiamo parlato, discusso.

Come risultato sono senza voce e con la febbre. Ma ho anche comprato libri che spero siano buonissimi, ho stretto contatti, insomma un sacco di cose belle e vitali, la maggior parte delle quali devo ancora metabolizzare per bene. 

Appena capisco come si fa, metto pure le foto del nostro fantastico stand...

daniela

postato da: redazionevoland alle ore 18:05 | Permalink | commenti (2)
categoria:
mercoledì, 04 ottobre 2006

Ieri avevo iniziato a scrivere un post. Un bel post di quelli che potrebbero avere come sottotitolo quanto siamo sfigate. Poi le colleghe mi fanno notare che

1.gli ISBN sbagliati

2.la lamentela continua sul mercato del libro

3.i cento euro falsi

4. e tutto il resto che passa per questo blog

non contribuiscono certo a dare un'immagine positiva della nostra redazione. Allora non scrivo più niente. O scrivo che siamo un gruppo di ragazze tipo sex and the city, che la nostra redazione è un attico in centro arredato in stile feng shui, che lavoriamo sui dei bellissimi mac, che i nostri libri sono tutti dei bestseller (abbiamo pubblicato Dan Brown, Melissa P, Veltroni e sta per uscire per Voland l'ultimo romanzo di Susanna Tamaro) e che i libri non si fa fatica a farli, ma si compongono da soli mentre noi leggiamo Cosmopolitan bevendo cocktail martini. 

Invece lo scrivo. Ieri Daniela l'editora è partita per Francoforte e noi abbiamo trovato un macchia di umido sul soffitto della nostra piccola redazione. La macchia si è allargata e per qualche ora acqua mista a calcinacci è piovuta sulle nostre teste spettinate, sui nostri computer scalcagnati, sui nostri libri di Scliar, Ovejero, Tuil, Portela e pure Nothomb mentre tentavamo disperatamente di far uscire due libri in due giorni, organizzare tre festival e sicuramente qualcos'altro che non ricordo. 

Ecco. L'ho detto.

rosella

postato da: redazionevoland alle ore 10:51 | Permalink | commenti (7)
categoria:vita di redazione