martedì, 26 settembre 2006

Be' ho capito a che serve un blog: solidarietà, affetto, comprensione. Devo dire che è proprio carino, per chi come me non ha mai tenuto un diario, mettere in rete piccoli fatti, avvenimenti, casini e gioie della vita di redazione. Ti dà davvero la sensazione di non essere da sola, ed è curiosa questa percezione che affiora:  il libro, nonostante tutto, non è poi un argomento così negletto. C'è attorno al libro passione, curiosità...

Basta con i voli lirici, torniamo ai nostri montoni. Cioè a chi chiede spiegazioni sul codice ISBN. Devo confessare di non conoscere molta teoria riguardo al problema, so solo quel poco che la pratica mi ha insegnato. E' un codice che una specifica Agenzia  assegna a ogni libro, e serve all'identificazione  "immediata e inequivocabile" di un libro. E' composto da alcuni gruppi di cifre, fino a oggi il primo gruppo indicava la nazione (Italia), il secondo serviva a far riconoscere la casa editrice e veniva assegnato all'atto dell'iscrizione, il terzo era progressivo fino a 100, l'ultimo numero era calcolato o dalla società che te li assegna, o da un apposito programma. Dal numero così formato si ricava un codice a barre, che consente poi la vendita del prodotto-libro (mio dio, che orrore!) in libreria. Senza codice, il libro non può essere venduto. A un determinato codice corrisponde solo un determinato libro.

Ora però la situazione si complica, perché dal 1°  gennaio il codice, finora di 10 cifre, passa a 13. Viene aggiunto un altro gruppo di 3 cifre che, credo, serva da identificativo per l'Europa (di questa ultima affermazione non sono troppo sicura). So solo da da alcuni mesi varie stagiste si sono occupate di studiare il problema del passaggio da un codice a 10 a un codice a 13, e alcune non si sono più riprese. Vanno ancora in giro dando i numeri, letteralmente.

E per rispondere a chi mi chiedeva come ci eravamo accorte dello sbaglio, (avevo già risposto, ma non so perché la risposta non è mai apparsa), il mistero è di facile soluzione: noi mettiamo in numero incriminato sia nel colophon (a pagina 4, per intenderci) sia in copertina. In questa funesto caso erano palesemente e evidentemente diversi. Ma per fortuna oggi è un altro giorno.

daniela

 

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categoria:vita di redazione
giovedì, 21 settembre 2006

mentre io me ne stavo tutta tranquilla al San Michele a seguire Gli stati generali dell'editoria, titolo promettente e vagamente inquietante di un convegno annuale organizzato dall'AIE che vedeva riuniti i più bei nomi dell'editoria italiana e parecchi politici, nonché il presidente di Confindustra Montezemolo, mentre me ne stavo tranquilla, dico, in redazione scoppiava il dramma.

atto primo -  arrivo alla sede di via del boschetto 129 il libro che deve uscire nelle librerie la settimana prossima, Cento bottiglie sul muretto, divertente, tenero e anche un po' suspense, di una cubana bravissima e vincitrice di tanti premi, Ena Lucia Portela. Insomma un libro su cui puntiamo molto e che ha avuto prenotazioni ridicolmente basse.

atto secondo - l'occhio vigile di Katia controlla il libro.

atto terzo - panico. L' ISBN è sbagliato.  La cosa peggiore (naturalmente esagero) che possa capitare. Ne impedisce la vendita, la commercializzazione, la diffusione, la lettura, il godimento.

Adesso, passate alcune ore dalla vicenda, da sola in redazione, prima di andare a cena con un'amica, posso anche sorriderne. Qualche ora fa, no. Telefonate frenetiche tra me, la redazione, la tipografia, il grafico, ancora me ancora la redazione  ecc. ecc. ecc. alla ricerca di una soluzione (una pecetta con  ISBN nuovo) che consenta di far comunque uscire il libro, altrimenti ci saranno problemi di prenotazione, di fatturazione, di disperazione.

Da martedì il libro (spero!!) sarà in libreria. La pecetta sarà quasi invisibile. Vi prego, vogliategli bene a questo figlio nato un po' così.

Morale: se mai vi venisse in mente, prima di fondare una casa editrice, parliamone. 

daniela

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categoria:vita di redazione
martedì, 19 settembre 2006

Qualcuno mi chiede di dire la mia sugli eventi. Mi viene in mente la battuta di fantozziana memoria: No! l'evento no!... ma quello forse era il dibattito...

Ora alcuni eventi (La notte bianca, Mantova) sono passati, ma altri sicuramente sono dietro l'angolo che ci aspettano, impazienti, pronti a succhiarci tempo ed energie.

 io posso solo dire che:

- non voglio prendere un cappuccino, una pizza, un bicchiere di vino con un'autrice, e nemmeno con un autore.

- non voglio sapere nulla dele sue preferenze sessuali, dei suoi gusti, delle sue manie, delle idiosincrasie.

Voglio che l'autore mi parli, eventualmente, del suo libro. Ma non è strettamente necessario. Posso essere curiosa, ma fino a un certo punto. Il suo libro mi appartiene. Anzi, quando lo leggo appartiene più a me che a lui. Mia la gioia, mia la noia, il godimento, la rabbia.

Per non lasciarvi con l'amaro in bocca di notti bianche passate all'addiaccio, vi incollo una citazione tratta da un libro letto durante l'estate. Il libro è di E/O, quindi non mi faccio nemmeno pubblicità. E' un libro delizioso, e si chiama Scontro di civiltà per un ascensore a piazza Vittorio, di Amara Lakhous:

La traduzione è un viaggio per mare da una riva all’altra. Qualche volta mi considero un contrabbandiere: attraverso le frontiere della lingua con un bottino di parole, idee, immagini e metafore...

 

daniela

 

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categoria:parole parole parole
giovedì, 14 settembre 2006

Ammetto di aver trascurato il nostro blog, e me ne sento in colpa. Ma strette tra il ritorno dalle vacanze e il festival di Mantova siamo state travolte. Per non parlare delle uscite di settembre, in drammatico ritardo (naturalmente. Naturalmente per il drammatico, e naturalmente per il ritardo). Allora, per il momento, alcune impressioni e pensieri sparsi.

Agosto, giro in macchina con il mio compagno per vedere due mostre: Cézanne ad Aix en Provence e Rusia! a Bilbao. Belle, ricche di informazioni, ben organizzate, qualche riserva per l'ambiziosissima mostra sulla Russia (dall'icona ai giorni nostri) ma insomma...  non di questo però vorrei parlare, quanto piuttosto del fatto che in Francia mi sono imbattuta nella rentrée letteraria. Più di 600 libri immessi sul mercato in pochi giorni, giornali, quotidiani, riviste, radio, televisione che discutono di libri. Intendo proprio di libri, non di eventi legati al libro, o di scandali connessi all'autore (leggi la polemica su Gunter Grass e sul fatto che A DICIASSETTE ANNI era nelle SS). Recensioni e stroncature SUI LIBRI, argomentate e appassionate. Attirata da una di queste recensioni, stavo per comprare un libro di Jonathan Littel, considerato la rivelazione di questa stagione, "Les bienveillantes", giustappunto la storia della Germania raccontata da una ex SS dal proprio punto di vista, ma le 912 pagine mi hanno un po' spaventato.

Insomma, non vorrei fare la provinciale, ma ogni volta mi chiedo perché da noi, tranne rarissime occasioni, non sia possibile parlare di libri. Si deve parlare sempre di altro, di uno scandalo, di un evento (il prossimo che mi parla di eventi lo uccido). Vendere il libro insieme a dei gadgets in luoghi che non siano la libreria, o venderlo in allegato a qualche altra cosa, con il giornale, con il settimanale, presto nel fustino della lavatrice.

Ma non sarebbe il caso di concentrarsi sulla qualità del libro?

daniela

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categoria:fuori tema
lunedì, 11 settembre 2006

Fine settimana movimentato per la redazione Voland.

A Mantova qualcuno si interrogava sul perché si trovava a Mantova, tra colazioni con gli autori e improbabili rappresentazioni viventi di personaggi letterari (una bambina vestita da bambina che fa finta di scrivere un diario, indovinate chi è). Ma abbiamo veramente bisogno di questo?

A Roma ci si aggirava nella notte bianca pressati in mezzo alla calca polifonica e scoreggiona in attesa del concerto di Vinicio Capossela al Pincio, alle 6 del mattino. Sembrava che tutti aspettassero solo quello. Ma sopportare un'intera notte bianca, anche se per sentire Capossela sullo sfondo dell'alba romana, non vale la pena. E voglio proprio togliermi la soddisfazione di dire che sarebbe stato meglio starsene a casa a leggere un buon libro (Voland). 

rosella

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categoria:fuori tema